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sabato 23 settembre 2017

mezza di allenamento (ma dovevano essere più km)

mezza debacle oggi (certo, uno legge il titolo e si domanda come possa essere una mezza debacle) nella mia uscita di allenamento. ok ricapitoliamo: in questo weekend era previsto un lungo, dove per lungo si intendeva una distanza superiore ai 25 km. doveva servire per capire se ero pronto per lavorare in prospettiva maratona. ma questo lungo non era previsto oggi bensì domani. poi succede che sono cambiati i programmi del fine settimana, e che dopo pranzo vado a Torino. questo ha significato meno riposo rispetto all'ultima uscita (certo, potevo evitarla voi direte, ma avevo voglia di correre giovedi, quindi....). poi aggiungeteci che ieri sera sono andato a cena al ristorante cino-italiano (quello di proprietà di un cinese che fa solo cucina italiana) dove vado sovente e per quanto si possa stare attenti ho mangiato e soprattutto bevuto una mezza di bottiglia di dolcetto e due mirti. non che abbia dormito male stanotte va detto, però probabilmente la forma non era al 100%. poco male, ho fatto colazione e alle 8.45 ero pronto per muovermi in direzione infinito, laddove per infinito si intende tutto ciò che è oltre il lambro. ho cercato di tenere un passo costante e privo di strappi. insomma, una manciata di secondi sotto i 6' al km. non una velocità esagerata, lo so, ma non era un lavoro di velocità. supero il lambro e ai 5 km giro in 29'37". è quello che voglio. arrivo a vimodrone e punto a cernusco. a cernusco supero il massimo punto che abbia mai raggiunto sulla martesana, intorno ai 10 km, che faccio in 59'28" (perdo qualcosa, lo so), e torno indietro. le gambe stanno persino meglio adesso che prima. rientro a milano grosso modo al 15° km (1h29'14", un metronomo). ho un 18° addirittura a 5'47", e sono contento che sto affrontando i km oltre il 16° meglio di come li avevo affrontati a monza. passo davanti casa mia che sono intorno al 20° km (1h58'40"). qui sento che le gambe iniziano a cedere. a quel punto cerco di pensare a cosa fare. naturalmente fino a quel momento non mi sono fermato, non ho bevuto, non ho preso il gel che ho in tasca. allora decido rapidamente di finire con la mezza e non cercare i 25 km. ho un buon 21° a 5'50", chiudo i miei 21,12 km in 2h05'13", a 5'56" al km, che alla fine significa averci impiegato 100 secondi in più che a monza, ma andando col freno a mano tirato. si, forse con un pò di sforzo mentale più che fisico i 4 km mancanti potevo farli. ma sarebbe stato uno sforzo inutile e privo di senso. e comunque correre 21 km in allenamento non mi sembra impresa di poco conto. sono comunque soddisfatto, anche perchè non sento particolare stanchezza. e a proposito, nel giardino della cassina de pomm, dove ho chiuso la prestazione, ho finalmente preso il gel. alla fragola, non era poi così terribile. buon fine settimana a tutte e tutti, globalmente.

giovedì 21 settembre 2017

terza uscita della settimana

questa mattina non sarei dovuto andare a correre. tutt'al più stasera o domattina. ma ieri che sono stato ad augusta taurinorum per lavoro e ho approfittato per vedere i miei e mia figlia, ho verificato che i programmi del fine settimana potrebbero cambiare e che potrei tornare di nuovo da quelle parti. quindi potrebbe benissimo essere che la prossima uscita non sia domenica mattina bensì la mattina precedente (cosa che per una serie di ragioni un pò mi preoccupa). detto ciò, alla fine ieri sera ho puntato la sveglia prima delle sette, ma non ce ne è stato bisogno, visto che alle 5.30 mi sono svegliato e non mi sono più addormentato. ci ho provato giuro, ma non c'è stato verso. alla fine mi sono alzato, ho controllato la posta, ho preso un caffè ed eccomi pronto alle sette in punto a correre sul naviglio. pronto si fa per dire, ieri è stata una giornata stancante seppur proficua oltre che piacevole, e quando sono partito non mi sentivo esattamente sciolto e reattivo. ed infatti il primo km, che mi sembrava di volare, l'ho fatto oltre i 6'. poi la carburazione finalmente è partita, aiutato dai 10 gradi della mattinata. non dovevo e volevo fare tanta strada, tanto che alla fine ho fatto 8,25 km in poco meno di 46 minuti, a 5'34" al km. forse potevo anche andare più piano, tenendo conto di ciò che devo fare nel fine settimana, ma ormai cosa fatta capo ha. per il resto, ci sono state una serie di belle notizie e di belle parole, il desiderio è che giungano a piena concretizzazione. non per facile ottimismo, ma per sano realismo. buon proseguimento di giornata a tutte e tutti.

martedì 19 settembre 2017

delle ripetute improvvisate

quando si corre per il terzo giorno consecutivo il rischio di fare male è fortissimo. esci pensando di fare una cosa, e quella cosa non ti viene per niente. oggi una persona a me cara mi chiedeva quanto tempo ci avessi messo a fare più di 20 km di corsa (ovvero a fare la mia prima mezza). beh, ci ho impiegato 9 mesi esatti, che non è nè tanto nè poco, è semplicemente il tempo che ho impiegato io ad arrivarci. da quella volta i 20 km li ho superati poco più di 20 volte. ecco, sembrano tante volte ma in realtà sono poche. è che si ottengono risultati solo con l'allenamento associato alla testa. solo con questo raccordo le gambe possono macinare bene. ma torniamo al tema della serata. stasera la mia idea era fare 10 km veloci. ho capito che non era possibile fin dal secondo, terzo km. allora ho deciso di cambiare l'allenamento, ovvero di renderlo più utile (e non meno massacrante). ai 5 km mi sono fermato, dopo averli corsi a 5'30" al km. ho rifiatato e ho fatto un primo defaticamento (qualche centinaio di metri, non di più). al ponte di gorla mi sono nuovamente fermato, ho visto sfrecciare il grandissimo M.L., che ho salutato (sul connect ho visto che ha fatto 13 km a 4'20" circa), poi ho iniziato delle ripetute autenticamente massacranti ma improvvisate. nello specifico 5 serie da 400 metri, con pochissimo recupero. complessivamente, 2 km fatti a 4'44", che non è affatto male. qualche altro centinaio di metri di defaticamento, e altra serie di ripetute. questa volta 5 serie da 200 metri, con le ultime due che hanno stupito anche me tanto sono andato veloce. i 1000 metri complessivi fatti in 4 minuti circa. anche qui direi non male. a quel punto km di defaticamento verso casa. non ho fatto 10 km veloci in continuita, ma 9,77 km (quindi praticamente la stessa cosa) con 3 km di ripetute sì. sono ovviamente stanco, perchè le ripetute massacrano, è innegabile. vediamo domani lo stato fisico. ovviamente domani si riposa.
infine una piccola nota di vanità. uscendo da casa stasera incrocio la bionda dalle scarpe arrizzacazzi che abita qualche piano sopra di me. quella che mi dava del lei all'inzio che è venuta a vivere nella mia scala. stasera mi saluta per prima e mi dice "e ma come siamo ginnici stasera, bravo, bravo" (detto un pò alla katiana e valeriana dello zelig di un tempo). beh, mi credete che in quel momento ho pensato che avevo le calze non abbinate al colore della maglietta? ma io dico che non se ne è accorta, voglio pensare che abbia notato il resto! Beck, "dear life", lui è sempre quello che ho amato ai tempi di "loser", che ci sarebbe da dire tanto su quel periodo, ma sarebbe un altro post. buona notte amiche ed amici.

lunedì 18 settembre 2017

lo scarico in una giornata uggiosa

oggi è una di quelle giornate in cui tutto vorresti fare anzichè ciò che stai facendo e soprattutto in cui vorresti essere altrove. c'era qualcuno che ripetutamente parlava di siccità, di africanizzazione della penisola e di terre aride, quasi evocando un futuro postatomico alla mad max. peccato che da 9 giorni a questa parte non fa altro che piovere, e questo un pò ovunque mi pare di poter dire. se non piove, è grigio ed uggioso come oggi. ieri sera sono andato a mangiare in un ristorante cinese di cui mi avevano parlato non bene ma benissimo, peccato che all'atto pratico così non mi sia sembrato. beh, prima di uscire da casa sento i tuoni, mi affaccio e vedo cadere dal cielo il finimondo. e vabbè, ma c'è la africanizzazione no.....
questa mattina ho approfittato di un appuntamento di lavoro in città studi per andare a fare una corsetta di scarico. approfittare significa che la sveglia ha suonato comunque dopo le sette. solito caffè e basta, e alle 7.25 sono partito sulla martesana, senza obiettivi particolari. al lunedi ci sono due categorie di runner: quelli che hanno gareggiato alla domenica, che se escono vanno ben al di sotto delle loro possibilità, e quelli che hanno sensi di colpa per il weekend appena trascorso. questi ultimi più che runner sono jogger. in ogni caso, non c'è affollamento, questo è poco ma sicuro. faceva freddino, ma forse neanche tanto. forse neanche più di ieri, per dire. quest'anno ho deciso che correrò con i pantaloncini corti il più a lungo possibile. così mia mamma sarà contenta (questa è riservata a chi mi legge da tempo.....). dicevo, corsetta senza obiettivi particolari. corsetta fatta perchè devo aumentare i km nelle gambe. questa è una settimana importante, perchè le uscite che andrò a fare diranno se questa maratona posso farla oppure no. se arriveranno le conferme, inizieranno le tabelle. tornando a questa mattina, fatti in assoluta tranquillità sette km, con attenzione rivolta alla respirazione e alla postura. 41 minuti, partendo da zuretti ed arrivando direttamente sotto casa per chiudere la distanza prevista. prossima uscita, domani sera. e adesso cerchiamo di ammazzare il tempo aspettando di tornare a casa.


domenica 17 settembre 2017

se mancano le frecce, tra la 14 e la 20 esce la 16,82 km

ore 6.15, suona la sveglia. eh si, perchè arriva l'autunno ma il mio gruppo resta a forte caratterizzazione talebana e se tapascia lo fa all'alba. fa decisamente freschino, io decido di mettere la termica maniche lunghe e sopra la maglietta del gruppo. uscendo da casa, in direzione inzago, constato che ho fatto benissimo, ci sono 12 gradi e minaccia pioggia. arrivo tanto per cambiare per primo, ma subito dopo gli altri alla spicciolata. non so che distanza fare, alcuni dicono di voler fare 2 o 3 volte il giro della 7 km perchè nella campagna sarà tutto fango vista la pioggia dei giorni scorsi. foto di rito e alle 7.50 si parte. i primi 2 km sono sull'asfalto ma poi si entra nella campagna. la situazione è meno peggio di quanto pensavano gli altri. potrei fare anche la 20, mi dico. ad un certo punto arriva il bivio che divide la 7 dalla 14/20 ed imbocco questo ultimo percorso. ma mi accorgo che le indicazioni sono assenti. ad un certo punto mi trovo sulla provinciale, senza sapere dove andare. un signore a spasso col cane mi indica una "bandierina". lo raggiungo e gli dico che non ci sono indicazioni, quello mi dice che le hanno tolte la sera prima, ma non ci credo. riparto, ma un'altra bandierina mi fa andare nella direzione sbagliata. al decimo incontro colui che avevo visto al sesto/settimo. capisco di essere da qualche parte di inzago e punto insieme ad un altro runner verso il centro del paese, anche un pò incazzato se devo dirla tutta. scusate, perdersi due volte non ha senso!. mi ritrovo al nono ufficiale avendone fatti dodici! a questo punto ripresa la strada ho capito che la 20 non si farà ma.... neanche la 14.... ancora un pò di campagna, poi si imbecca la martesana (che ad inzago è bellissima). conosco la strada a quel punto, ad inzago ho corso un sacco di volte. faccio il rettilineo verso il centro sportivo accelerando, segno che le gambe stanno bene (peccato non aver fatto la 20, che poi ho saputo essere poco più di una 19....). alla fine chiudo facendo 16,82 km, in 1h34'46", a 5'38" al km. fatti a stomaco vuoto, con una tazza di orzo e solo uno stop ad un ristoro. direi molto bene, alla fine della fiera. come riconoscimento un paio di calze tecniche, non di marca ma sempre utili. quattro chiacchiere con qualche ragazzo del gruppo e poi via verso casa. fino alla prossima uscita, che penso potrebbe essere anche domani, visto che non mi sento neanche stanco. buon proseguimento di domenica amiche ed amici.

sabato 16 settembre 2017

funky town

alla fine ieri sera era musica live e serata di ballo. non so da voi, ma a milano il venerdi sera è classicamente una serata in cui c'è musica 70/80. questo vuol dire che aprono le gabbie e torme di 40/50enni si precipitano a reinterpretare i passi di quando avevano qualche anno di meno. il vostro preferito va a periodi. nel senso che posso identificare un periodo che va dal 2007 al 2010 in cui probabilmente di un locale vicino linate conoscevo tutti ma proprio tutti. poi ho smesso. sapete come la penso, troppo facile cadere nel ridicolo. ieri sera però ho dovuto ed anche un pò voluto andare in questo locale postindustriale alla periferia di milano, bellissimo peraltro, dove l'età andava dai 35 ai 60 e rotti anni. grandi musicisti sul palco, grande sfoggio di tacco assassino da parte di milfone che mi sarebbe piaciuto vedere senza trucco e parrucchiere del venerdi pomeriggio. ammetto che ho ballato per un'oretta, quindi mi dichiaro colpevole. ma era serata organizzata dalla mia amica A., con cui ero in lite, e non mi andava di declinare. le ho chiesto ufficialmente scusa, anche se poi non c'era da chiedere scusa. ho purtroppo ascoltato le sue ultime ed ennesime disavventure affettive. queste ancor più terribili delle precedenti. ieri sera la guardavo. è crollata. non sto (solo) dicendo dal punto di vista fisico. si vede che ha perso. insiste, ci prova, ma non riuscirà ad avere ciò che vuole. mi ha disarmato. mi credete che facevo fatica guardarla in faccia? che poi non c'è solo lei. via social ho verificato che una ragazza ben più giovane della mia amica è ancora totalmente soggiogata dal coglione marcio di cui parlavo giorni fa. ma d'altro canto va detta una cosa. se queste donne prendono tramvate, è colpa loro. e contemporaneamente bisogna dire che questi uomini sul mercato "vincono". sii stronzo ed ottieni. fallo scientemente, fallo in modo strutturato, e troverai terreno fertile. vabbè, andiamo a prepararci da mangiare, e scusate per questa digressione non runneristica.

venerdì 15 settembre 2017

c'e(ra) crisi e gli 8 km di questa mattina

va bene, possiamo (veramente) dirlo ufficialmente. la crisi è finita. stasera ho trovato la tangenziale est bloccata fin da corvetto, la circonvallazione esterna composta dalle vie col nome delle regioni con le auto a passo di lumaca, le vie intorno a casa mia intasate. e così pure ieri sera. c'è voglia di benessere, di andare al lavoro con l'auto (e fanculo i mezzi pubblici), c'è nostalgia dello swatch scuba, del pentapartito, dei bot al 15%, c'è desiderio degli anni di plastica e del drive in (anche di colpo grosso, se proprio devo dirlo). dai, che tra 8 anni forse potrò andare pure in pensione. questa mattina mi sono svegliato molto presto, e non solo perchè dovevo sparami 400 km a/r in direzione emilia, ma perchè dovevo fare 8 km previsti dalla mia testa e dalle mie gambe. e così è stato (tra l'altro è stato fantastico andare più forte di una coppia di ultrarunner molto famosa, che era ancora devastata dalla gara di domenica.... erano un tantinello lenti e rigidi....), 8,06 km fatti in 44'10", a 5'29" al km. ora se ne parla domenica mattina, che ho una tapasciata lunga. sperando che non diluvi di nuovo, che non ho voglia di correre nel fango. stasera prevista uscita musicale. cioè, di sicuro è un concerto. poi forse si balla. o non so, si vedrà. viva gli anni 80, viva l'italia del debito pubblico.

mercoledì 13 settembre 2017

quattro

mi trovo a casa in pausa pranzo. questo perchè nel pomeriggio ho degli appuntamenti che praticamente cominciano non tanto lontano da casa mia. il primo sarà una roba da ragazzini, ed è curioso che un uomo fatto e finito a 51 anni, con una certa posizione per giunta, faccia una roba del genere. ma il segreto del successo, o se vogliamo della sopravvivenza, parte dal saper fare (e dal voler fare) tutto, senza vergognarsi di alcunchè. mia figlia sembra aver capito il concetto di fondo, e ieri sera mi ha detto che sta facendo un ragionamento (che condivido) molto pratico sul suo futuro. c'è arrivata da sola, senza essere imbeccata. mi piacerebbe pensare che è grazie all'esempio, ma non diamoci più importanza di quello che è.
essendo andato a letto non presto, questa mattina la sveglia delle 6.15, messa per andare a correre, è stata una mazzata. ma faceva freschino (gran cosa), e quando sono sceso mi son detto che avrei fatto 10 km possibilmente a "tutta birra" (virgolettato sempre d'obbligo). beh, mi è riuscito. a parte il primo km, tutti passaggi interessanti. dando il massimo, ma non il supermassimo. passaggio ai 5 km in 26'41", secondi 5 km di poco più lenti. alla fine 10,01 km in 53'59", 5'24" al km. alla fine ero stra soddisfatto, ed anche pieno di energia. che mi ha accompagnato nella mattinata e sono certo proseguirà nel resto della giornata, che sarà lunga.
sembrano definitivamente risolti i problemi con A. è bastato un niente per fare una telefonata lunga 40 minuti, come se niente fosse successo. mi manterrò prudente, e disponibile. ma disponibile lo sono sempre stato dai. anzi, forse anche troppo.
infine, ho sempre detto che non ho mandato per risolvere i problemi dell'umanità. e neanche degli altri, che già faccio fatica con i miei. però la bacchetta magica mi piacerebbe per e su una cosa. buon proseguimento di giornata a tutte e tutti.

martedì 12 settembre 2017

lo scarico e dunkirk

questa settimana sarà un pò articolata. oggi sarebbe stato meglio il riposo ma domani sarò via. ragion per cui, approfittando di un appuntamento diciamo "immobiliare" vicino casa, alle sette sono sceso sulla martesana per fare mezz'ora di scarico post mezza di ieri. constatando come le gambe abbiano reagito bene, visto che nella mezz'ora esatta di corsa ho fatto 5,37 km, andando a 5'35" al km. che poi non avrei avuto neanche il tempo di fare di più, che dovevo docciarmi e cenare in fretta per andare al cinema a vedere "dunkirk". e con molta contentezza ho assistito ad un capolavoro assoluto, al ritorno del chris nolan capace di fare grande cinema, soprattutto dal punto di vista della narrazione e della sequenza filmica (spettacolare la stessa scena vista a seconda dei vari protagonisti del film, con tanto di sfalsamento temporale). via quindi "interstellar", ben tornato il regista di "inception" e della saga del "cavaliere oscuro". detto ciò, ora si va a letto, che domattina la sveglia suona presto.

domenica 10 settembre 2017

Mezza di monza: quattromila eroi e un runner soddisfatto

il meteo ci azzecca sempre, ma sbagliare di qualche ora può essere un problema. fino a venerdi era prevista tanta pioggia per sabato, pioggia debole oggi. per me cambiava e anche molto, visto che questa mattina avevo la mezza di monza che, per quanto era da me considerata un allenamento, volevo farla nel miglior modo possibile. perchè noi runner siamo bugiardi, diciamolo. non è scaramanzia, è proprio raccontare balle: sullo stato di forma, sulle attese, su tutto quanto ruota intorno alla gara. poi monza, piaccia o no, è monza. ci sono, ci siamo tutti. sarà la partenza dall'autodromo, il cambiarsi nei box della F1, la corsa dentro il parco, il fatto che è la prima gara seria dopo le vacanze, ma questa mattina a monza ho visto tantissime conoscenze runneristiche (e ringrazio la mia amica triatleta per avermi portato il sacco bianco dell'immondizia che a mò di preservativo ho indossato fino allo start). e io verso monza avevo un credito. due anni fa, quando ero pippa runner come adesso ma ero anche oltre modo poco saggio, mi presentai a monza totalmente impreparato. la pioggia che arrivò dal 10° km fece il resto. arrivai al traguardo, ma ricordo in un tempo vergognoso, con tanti km fatti camminando anzichè correndo. però il meteo.... ha toppato alla grande. ieri la pioggia è arrivata solo di sera, e neanche particolarmente intensa. oggi semplicemente il diluvio. una roba incredibile. nel box con gli altri del mio gruppo non sapevamo se uscire o meno (ed infatti due maratoneti che si erano iscritti per la 30 alla fine hanno fatto la 10). alla fine, con quasi mezz'ora di ritardo, siamo partiti. beh, devo dire che mi è piaciuto un casino. tornare a sentire lo speaker, i coriandoli in aria, la suggestione della partenza come se fossimo in F1. insomma, la pioggia non la sentivo più. l'unica cosa che volevo fare era andare, correre, punto. mi sentivo bene, anche se non c'erano per le condizioni per fare bene! ho girato a 28'24" ai 5, in 56'50" ai 10. regolarissimo. fino ai 14 sono stato dietro ai pacer delle 2 ore. ed ai 15 ero in poco più di 1h25'. non mi sono mai fermato, sono riuscito ad affinare la tecnica del rifornimento in volo, prima con una bottiglietta d'acqua poi quasi al traguardo con un bicchiere di sali. dai 16 ho iniziato a sentirla però. peccato, ero ad un ritmo che mi avrebbe permesso di fare la mezza in due ore. ma ho fatto subentrare la testa. quella che dice che bisogna arrivare comunque al traguardo e correndo. ho rallentato (anche perchè non si poteva fare diversamente) girando sopra i 6' al km. in modo particolare il 20° (6'37"..... mah....), anche se fa testo fino ad un certo punto, perchè con un tunnel allagato ci hanno fatto passare per un ponte di ferro scivolosissimo. l'ultimo km è stato quello dell'ingresso in pista. e anche se la birra era finita, il traguardo ha fatto raccogliere le ultime energie. e tagliato il traguardo ho esultato. pazienza se il real time è 2h03'30", ovvero 5'51" al km. ho fatto di meglio in passato e farò sicuramente di meglio nei mesi più freddi. gara di allenamento doveva essere, gara di allenamento è stata, ma comandando io. 21 km senza fermarsi è il minimo sindacale che devo fare se voglio arrivare ai traguardi previsti più avanti. oggi sono un runner (un pippa runner) soddisfatto, stanco ma soddisfatto. io amo correre, perchè correndo si va avanti.

giovedì 7 settembre 2017

la sindrome di stoccolma

"Con l'espressione sindrome di Stoccolma si intende un particolare stato di dipendenza psicologica e/o affettiva che si manifesta in alcuni casi in vittime di episodi di violenza fisica, verbale o psicologica. Il soggetto affetto dalla Sindrome di Stoccolma, durante i maltrattamenti subiti, prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino all'amore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice." (fonte: wikipedia).
circa 48 ore fa, mentre mi avviavo a fare un aperitivo con un "prospect" che però conosco da tanti anni, inizio una conversazione whatsapp con una amica che peraltro fu anche blogger, la quale mi racconta tutte le traversie legate al suo rapporto con un uomo che più sbagliato non si può e che raccoglie tutti i difetti che un uomo possa avere. alla fine glielo dico, "sei affetta dalla sindrome di stoccolma". lei probabilmente non sa cosa sia, va su google, e mi dice sì, ho una dipendenza affettiva nei suoi confronti. le dico che non la vedo bene, che secondo me deve farsi aiutare, che da sola non ce la può fare, dopodichè ci diciamo che ne parleremo bevendo qualcosa più avanti. ma la sindrome di stoccolma ha risvolti non sempre così drammatici. ad esempio vengo da 36 ore inutili, stupide, pesanti. ho partecipato al kick off della mia stagione da istruttore. il raduno di una associazione di cui faccio parte da 32 anni, ma che non ho mai veramente amato, se non in alcuni momenti ben specifici e definiti. di questi 32 anni quanti ne potrò considerare "belli"? beh, forse pochi. una decina di anni direi, di sicuro non arriviamo alla metà di questi 32 anni. certo, è stata ed è una esperienza formativa. ma è formativo anche andare in un negozio a comprare un paio di scarpe o a una mostra di foto della 2° guerra mondiale. insomma, tante volte in queste 36 ore ho pensato "ma chi cazzo me lo fa fare?". l'ho pensato mentre mangiavo di merda a pranzo e cena. l'ho pensato mentre dividevo la stanza d'albergo con altre due persone, dormendo in un lettino largo come due uccelli di rocco siffredi. l'ho pensato mentre come sempre facevo il minimo sindacale ai quiz regolamentari e associativi. l'ho pensato mentre ascoltavo la dirigenza parlarsi addosso e andare in contraddizione come sempre. l'ho pensato soprattutto in funzione del se e quando la mia vita andrà a indirizzarsi in senso più ludico-motorio. ma da 32 anni sono lì ( o qui), a vivere la mia personale sindrome di stoccolma. mai che mi venga la voglia di prendere carta e penna e dire "mòbbasta".
vabbè, alle ore 18 circa ero a milano. vado in bagno (quando vado lì divento stitico), faccio una telefonata di lavoro, cazzeggio un attimo al pc, e poco prima delle sette sono pronto per il mio scarico sulla martesana, che dovrà testare il fastidio al poplaccio sx raccontato nel precedente post. so di essere stanco, ma so anche che ho bisogno di sfogarmi e di produrre endorfine, un pò per le cose scritte prima, un pò per altri motivi. faccio un pò di stretching, parto un pò lento, il polpaccio sembra duro. ma cerco di assumere una bella postura e un buon stile di corsa, con la testa dritta in avanti (cosa che mi ha permesso di vedere una quantità di runnerine una più figa dell'altra, che le runnerine sono fighe di loro, ma stasera era l'apoteosi). volevo e dovevo fare pochi km, 6 e mezzo al massimo, ma decido di arrivare a 8, che ne ho bisogno. alla fine infatti faccio poco più di 8 km in poco più di 45 minuti, a 5'40". certo, dopo mi sentivo un pò "scomposto", segno che qualcosa non va. ma domenica, sapendo peraltro che sarà diluvio, so già che la mia mezza la porterò comunque a compimento. io amo correre, perchè correndo si va avanti.



lunedì 4 settembre 2017

segnali

eh si, ci sono segnali molto chiari che dicono che l'uscita runneristica a venire sarà una uscita di merda. nel precedente post avevo scritto che avrei corso questa mattina. sbagliato, è successo che verso le tre mi sono svegliato, un pò infreddolito, e ho capito che al mattino non ce l'avrei mai fatta a correre. e quindi non ho fatto altro che spostare la sveglia in avanti, all'ora prevista per andare in ufficio. poco male, andrò a correre questa sera. faccio un paio di telefonate, una completamente diversa dall'altra, e alle 18.30 sono pronto per correre sulla martesana. solo che fin da subito mi sento attraversato da dolori, in modo particolare al polpaccio sinistro. la testa mi dice che devo andare avanti, che devo fare i 10/11 km previsti stasera. fa caldo ma non caldissimo. ci sono 25 gradi, il sole si può già dire scomparso. insomma, roba accettabile. arrivo fino al lambro, giro tutto sommato in modo decoroso, ma dal settimo km inizio a soffrire maledettamente. al nono km, passato viale monza, mi fermo. poco più di 51 minuti, a 5'41" al km. che non sarebbe neanche male ma non è quello che volevo fare. riparto per fare un pò di defaticamento fino alla cassina de pomm. lì mi fermo a bere alla fontanella, faccio un pò di stretching, dopo di che faccio un allungo di 250 metri verso casa. alla fine ho fatto meno di 10 km e mezzo, ma con un senso di spossatezza che non potete neanche immaginare. a casa doccia, cena, pomata (spero) miracolosa, antinfiammatorio. spero adesso di riprendermi, per intanto me ne vado sul divano. buona serata amiche ed amici.